L’ ARCHIVIO DELLE MERAVIGLIE: Fondazione Micol Fontana

 Buongiorno! Oggi vi vorrei raccontare di un’altra avventura che ho vissuto. Quella di visitare la Fondazione Micol Fontana, un archivio delle meraviglie, sita in Piazza di spagna. Davvero un’emozione unica ( va beh che a me emoziona tutto quello che è moda, ma che ci posso fare?). Però questo è davvero da emozionarsi. All’interno della fondazione hanno un archivio immenso nascosto dagli occhi di tutti.

Le sorelle Fontana sono figlie “d’arte”. La mamma Amabile ha già una sartoria.

sorelle fontana sartoria

“Bionda Zoe, castane Giovanna ed io. Ci chiamavano in paese “le tre di via Fanfulla”. Non è che ci restasse molto tempo per divertirci: la sartoria marciava con ritmi militareschi. La tabella prevedeva lavoro dalla mattina all’ora di pranzo; Poi un paio d’ore di pausa, e si tirava avanti fino all’ora di cena. Che era sempre le sette di sera, non importa se fosse estate o inverno. Dopo potevamo godere di qualche ora di libera uscita, prima di attaccare il lavoro notturno.

Traversetolo, mi piaceva sempre meno. Volevo bene al mio paese questo sì, però mi passavano per la testa immagini diverse, nuove, di grandi spazi. Forse sogni, chissà. E sogni rimasero per altri due anni. Era il 1934 quando Zoe prese marito. Lasciò Traversetolo e alla stazione di Parma chiese quale fosse il primo treno in transito. Il bigliettaio rispose che era quello di “giu” quello per Roma “va bene allora due biglietti per Roma, seconda classe.” “a Roma, ragazze mie, si va nella capitale. Aspettate notizie!”

Un mese dopo eravamo di nuovo li, alla stazione. Il treno si muoveva, piano piano. Quando imboccò il primo curvone, guardai il marciapiede, ormai lontano, subito dopo la locomotiva prese velocità. Guardai Giovanna: “come credi che andrà?”. La piccola di casa sorrise: “bene. Come dovrebbe andare?”.

 

Allora chiusi gli occhi. Vedevo mentalmente la strada ferrata sulla quale ora correvano il nostro treno e la nostra avventura. Ed era verde. Come la vaporiera, come il cielo, tutto di un assurdo, luminosissimo verde smeraldo. Verde, quello che chiamano il colore della speranza”
Micol Fontana.

Nel 1951, Le sorelle Fontana assieme ad altri nove Ateliers, parteciparono alla prima sfilata di Alta Moda italiana organizzata da Gian Battista Giorgini. Da allora hanno vestito moltissimi personaggi noti.

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“si sparse la voce, tra le dame della nobiltà romana delle “tre sorelle” abili sarte, rapide e a buon prezzo. La loro bravura era tale che un elegante personaggio scelse volutamente di farsi fare abiti per tutti le occasioni.”
Irene Brinn.

All’interno della fondazione c’è quindi un vastissimo archivio che racconta più di 60 anni di storia. Sono presenti 200 abiti d’epoca firmati Sorelle Fontana, ed una moltitudine di altri abiti donati alla fondazione da collezionisti.

Oltre 2000 bozzetti, una scelta di forme e di epoche diverse. Alcuni di questi hanno i relativi abiti conservati anch’essi nell’archivio.

Nel 1984, Le sorelle Fontana hanno donato oltre 6400 figurini al centro Studi Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma.

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Mi domando davvero perché un’archivio così vasto, e così storico debba rimanere celato agli occhi di tutti, per dei banali problemi logistici. Mi domando perché la volontà di aprire un museo, che potrebbe essere nell’interesse di molti, non venga appoggiata da chi invece dovrebbe arricchire il nostro paese.

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